Guardando questa foto si potrebbe pensare: un nonno e il suo nipotino che giocano. No, non è
così. L'anziano è un ospite del Nucleo Alzheimer della Fondazione Molina e il bambino frequenta l'asilo nido comunale di Bizzozero. Non si conoscono.
Lo scorso 3 Maggio si sono incontrati per la prima volta al Centro Diurno Integrato Alzheimer (CDIA) della Fondazione Molina onlus di Varese durante la realizzazione di un progetto sulla comunicazione non verbale tra un disorientato grave e un bambino al di sotto dei tre anni. Progetto che si fonda sia sulla teoria della retrogenesi sviluppata in Italia dal dott. Luc De Vreese, secondo la quale un disorientato grave perde gradatamente la capacità di comunicare fino a raggiungere quella di un bambino di pochi anni, sia sull'approccio conversazionale studiato e approfondito in Italia dal Prof. Giampaolo Lai.
Quello che colpisce in questa foto sono gli occhi del bambino che guardano con attenzione i movimenti delle mani dell'anziano per poi copiarli.
In quel momento l'anziano disorientato ha riacquistato dignità. Non importa per quanto tempo, non importa quali sono stati i risultati, ha valore che di nuovo quella persona si sia sentita utile!
La malattia è materia del medico, dello specialista, l'equipe del CDIA cura, nel senso di prendersi cura, di avere attenzione, la persona, senza dimenticare certo la malattia con tutte le sue conseguenze a livello fisico e neurologico, ma al tempo stesso, andando a scoprire quello che la malattia tende, purtroppo, a nascondere e quello che la mentalità comune tende a minimizzare: la dignità della persona.
Non a caso il progetto che è partito lo scorso mese di Dicembre, ha per titolo: Socialmente utile.
La malattia di Alzheimer, e tutte le malattie neurologiche, oltre ad essere delle malattie molto invalidanti, sono sempre più malattie sociali, perché tendono ad isolare la persona, e la sua famiglia, dall'ambiente sociale e culturale. Nostro intento è invece quello di ricucire questo strappo, attraverso interventi mirati come visite a luoghi, mostre, musei della nostra zona, e incontri con realtà inserite nell'ambito sociale e culturale.
Dal mese di Dicembre del 2004 sono già state effettuate le seguenti visite:
" Villa Mirabello, la mostra sui Celti
" Villa Panza, mostra di arte moderna e visita ai giardini
" Fattoria Pasquè a Bernate
" Alle grotte di Valganna insieme con alcuni ospiti di altri reparti sempre della Fondazione Molina onlus di Varese
Il 24 Maggio scorso inoltre abbiamo organizzato una gita di un giorno a Stresa cui hanno partecipato: gli ospiti, i parenti, i volontari e gli operatori del CDIA per un totale di 54 persone. Tal esperienza è stata molto importante perché ha creato un rapporto molto forte tra gli ospiti e i loro parenti, e tra ospiti e operatori dato che in un ambiente diverso da quello quotidiano, si sono potute mettere in atto comunicazioni verbali e non verbali slegate da quelle che sono le modalità operatore-paziente-parente.
Questo ci porta a pensare che la famiglia opportunamente supportata e accompagnata, può vivere in maniera diversa il decorso del malato di Alzheimer.
E' per questo che abbiamo pensato di organizzare per il mese di Maggio del 2006 una vacanza di una settimana al mare per i nostri ospiti accompagnati dai parenti, dai volontari e dagli operatori del CDIA. La struttura per l'accoglienza è stata già individuata ed è confacente alle esigenze di sicurezza che la malattia di Alzheimer richiede.
Il progetto prevede la "coabitazione" tra ospiti, parenti e operatori, per far questo la giornata è stata divisa in tre parti:
- mattina
- pomeriggio
- sera
Il lunedì mattina, per esempio, l'ospite sarebbe seguito dagli operatori e dai volontari, mentre il parente è libero di andare dove vuole. Il pomeriggio è il parente che si prende in carico il paziente, mentre gli operatori e i volontari sono liberi di andare dove vogliono.La sera è vissuta tutti insieme nella struttura o a passeggio per la cittadina. In questa maniera sia il parente sia gli operatori e i volontari hanno modo di seguire l'ospite ma anche di staccare dal lavoro svolto con il malato di Alzheimer così da essere sempre pronti a rispondere ai loro bisogni.
Questo progetto, come gli altri, ha bisogno di sinergie complesse dato che ne diventano attori più figure professionali, dal Presidente della Fondazione fino al volontario. Ognuno ha una sua funzione assolutamente fondamentale nella realizzazione del progetto comune. La Fondazione Molina ha fatto suo tale progetto è si è impegnata, attraverso l'organizzazione di eventi culturali e sportivi di grande impatto mediatico, non solo a raccogliere fondi per la realizzazione dello stesso, ma anche a sensibilizzare la popolazione varesina sulle potenzialità, che una struttura grande come il Molina, ha e può mettere in atto. Gli operatori del CDIA si stanno preparando, attraverso dei corsi di formazione sulla validation therapy e sull'approccio conversazionale, a seguire nella maniera più consona e innovativa, gli ospiti del Centro. Nella realizzazione di tali progetti, hanno infine fondamentale importanza, i volontari, che con il loro impegno e la loro disponibilità rendono possibili tutte le iniziative. Al CDIA svolgono la loro attività volontari dell'AIMA e dell'AVULS che garantiscono sia l'accompagnamento durante il trasporto sia il supporto alle attività di animazione.
Visto il crescere delle persone che richiedono l'inserimento al CDIA, ci rendiamo conto che il numero di volontari presente, seppur notevole, non basta più, per questo chiunque avesse intenzione di dedicare anche una sola ora a settimana per la realizzazione dei nostri progetti, può rivolgersi direttamente all'AIMA o al CDIA, numero telefonico 0332.207376, dove potrà avere tutte le informazioni che riterrà opportuno richiedere.